PREGHIERA PER LA XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Anno A

Di cosa non bisogna aver paura, Signore?

Del giudizio altrui

misto a rinnegamenti

di una fede forse labile

o giustificati pianti

di lacrime amare?

 

Dov’è la paura, Gesù?

Nelle sofferenze di cuori affranti

nell’impotenza di dare aiuto

stringendo la mano agonizzante

che diventa sempre più fredda

mentre si spegne la luce?

 

Cadono i capelli, Signore,

e tu dici che sono contati

perché sei immerso nel nostro morire

e sposi la nostra storia

per ridare alla carne finita

il sapore di eternità.

 

Ci spaventano i fallimenti, Gesù,

forse impauriti anche di te

che rendi liberi

i cuori affranti e induriti

di questa umanità

smarrita e senza meta.

 

Guardiamo il cielo, Signore,

per incontrare il tuo sguardo

pieno di luce e di amore

che genera vita

per tornare a camminare fiduciosi

da giovani innamorati.

 

Come nave nel porto sicuro

molliamo gli ormeggi, Signore,

certi che il mare non sarà sempre calmo

e di fronte alle tempeste

non saremo mai soli:

sei sempre con noi.