Category Archives: Dalla Diocesi

PREGHIERA PER LA III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Anno A

Ieri come oggi cammini Gesù

sulle rive della storia

segnata da scelte di uomini

stillanti sangue

in un lago senza vita

nel buio dei conflitti.

 

Ieri come oggi cammini Gesù

sui confini delle acque

che sgorgano dal Golan

per credenti e pagani

dei regni dei nuovi figli di Erode

dove l’innocenza è deturpata.

 

Ieri come oggi cammini Gesù

sulle sponde del lago

e continui a chiamare

gente stanca

delusa e disorientata

riaccendendo la speranza.

 

Ieri come oggi cammini Gesù

tra meandri tortuosi

di sentieri sbarrati

dal potere scellerato

che spoglia della dignità

esseri inermi.

 

Ieri come oggi cammini Gesù

e chiami a te per essere

pescatori di uomini

assetati d’amore

bisognosi di luce

costruttori di pace.

 

Ieri come oggi cammini Gesù

e la tua voce

cancella la sordità

ridona il gusto dell’incontro

a questa umanità divisa

che anela all’unità.

✠ Don Pino

Giornata per la Vita

“Prima i bambini” è il tema del messaggio che i Vescovi italiani hanno pubblicato per la 48esima “Giornata per la vita” che si terrà Domenica 1 febbraio 2026 in tutte le parrocchie. In preparazione a tale Giornata sono previsti alcuni appuntamenti. Il Vescovo Antonio Giuseppe Caiazzo presiederà la celebrazione eucaristica sabato 31 gennaio alle ore 18 in Cattedrale.

Si allega il programma completo delle iniziative e il messaggio dei Vescovi.


OMELIA PER LA FESTA DI SAN SEBASTIANO

PENSIERO PER LA FESTA DI S. SEBASTIANO

CON LA POLIZIA LOCALE

Cattedrale di Cesena 20 gennaio 2025

 

Carissimi,

saluto i Sindaci, le autorità civili e militari presenti, il Comandante e tutti gli uomini e le donne della Polizia locale di Forlì-Cesena insieme ai rappresentanti delle altre Polizie locali

Per la prima volta presiedo l’Eucaristia nella festa di san Sebastiano, martire, patrono e protettore della Polizia Municipale, insieme a voi.

Come ben sapete fu Papa Pio XII Il 3 maggio 1957 a proclamare il santo martire Sebastiano patrono della Polizia Municipale. Questa la motivazione che viene riportata: “tra gli Illustri martiri di Cristo, i militari occupano un posto di primissimo piano presso i fedeli, per la loro peculiare religiosità e per l’ardente impegno a compimento del dovere. Tra questi brilla San Sebastiano che, come è riferito dalla tradizione, durante l’impero di Diocleziano fu comandante della coorte pretoriana e fu onorato con grandissima devozione… a lui come patrono si consacrano molte associazioni sia militari che civili attratte dal suo esempio e dalle virtù cristiane… per cui costituiamo e dichiariamo per sempre San Sebastiano Martire custode di tutti i preposti all’ordine pubblico che in Italia sono chiamati “Vigili Urbani” e Celeste Patrono”

Di una cosa siamo certi, leggendo la sua storia e in particolare quanto ci viene detto del suo martirio, Sebastiano stimò Gesù Cristo al di sopra di ogni autorità terrena, al di sopra di ogni onore civile o militare, rimanendo legato al suo ruolo civile e la sua fedeltà al credo che professava.

Questa occasione è davvero preziosa perché ci fa incontrare, riflettere, pregare soprattutto per voi e per il servizio che ogni giorno svolgete per il bene di tutti i cittadini del nostro territorio.

Il Vangelo che la liturgia della Parola odierna ci mette davanti, e che abbiamo appena ascoltato, ci presenta Gesù che, nel suo essere veramente uomo, vive come tutti l’esperienza della fame. Insieme ai suoi discepoli raccoglie delle spighe di grano, nonostante fosse giorno di sabato. Secondo la legge ebraica in questo giorno di riposo non bisognava fare nessun tipo di lavoro: anche la raccolta di spighe rappresentava un lavoro. Questo crea scandalo, soprattutto tra i farisei. Ma Gesù mette una necessità umana al di sopra della semplice prescrizione canonica imposta dalla fede religiosa.

Questo ci insegna come i gesti misericordiosi di Gesù manifestano la sua attenzione alla nostra condizione umana, soprattutto nei momenti di difficoltà e di bisogno. Nonostante faccia riferimento al gesto del Re Davide, di fronte alla necessità del suo esercito di sfamarsi, quando prende i pani del Tempio e li dona a tutti, i farisei non riescono a cogliere che la misericordia che vuole Dio supera il sacrificio.

Il vostro lavoro quotidiano, carissimi fratelli e sorelle della Polizia locale, è a servizio delle nostre città e dei nostri paesi, luoghi abitati dalla nostra gente e da noi stessi: anziani, bambini, visitatori, frequentatori di luoghi di ritrovo o di svago, turisti, che spesso si trovano in qualche necessità o bisogno, oppure si trovano in situazioni che disorientano o smarriti di fronte a circostanze particolari della vita. Di certo sono persone che cercano aiuto, hanno fame di verità, di conoscenza, di indicazioni, desiderano un aiuto pronto. E voi siete sempre un sicuro riferimento.

Accanto alla vostra preparazione, professionalità e competenza, siete chiamati ad avere una costante attenzione con quello stile capace di mostrare la vostra umanità, cordialità e disponibilità. Non sempre è facile. A volte anche noi cittadini abbiamo pretese su cose che non vi competono: il vostro compito non è facile. In questo vi viene in soccorso S. Sebastiano, colui che ha dato la vita, sull’esempio di Gesù, senza mai risparmiarsi o indietreggiare pur di servire la vita e il territorio.

Sebastiano rimane fedele all’Imperatore del tempo, alle leggi di Roma. E’ uomo che fa parte delle istituzioni, diremmo oggi: uomo dello Stato, che rispetta e serve, ma nello stesso tempo è cristiano. Ha un credo che professa più che con le parole con le scelte di vita, rispondendo pienamente al comando di Gesù: “Rendete dunque quello che è di Cesare a Cesare e quello che è di Dio a Dio” (Lc 20,25).

Questo significa che è possibile essere servitori fedeli delle leggi dello Stato (della città) e nello stesso tempo rimanere uomini e donne di fede: rendere a Dio quello che è di Dio. Era il tempo in cui l’Imperatore doveva essere adorato come un Dio (una legge ingiusta), e Sebastiano, nella libertà di coscienza, non lo fa. Osserva le leggi, è servitore dell’Impero, ma, come uomo libero è capace di distinguere ciò che è bene da ciò che è male. Non ha mai rinunciato alla sua fede e ha vissuto pienamente la carità con particolare attenzione ai poveri, ai bisognosi, di coloro che ingiustamente venivano perseguitati o messi in carcere perché cristiani.

Cosa dice oggi alla nostra vita, alla vostra? Che siete chiamati a servire la città intesa come urbs, cioè tutti gli spazi materiali di cui è formata, senza perdere di vista la crescita della città vista come civitas, luogo e contesti vari nei quali vivono e operano gli abitanti, i cittadini.

Carissimi, fratelli e sorelle che portate la divisa del Corpo di Polizia Urbana conoscete molto bene tutto questo e lo vivete, soprattutto perché considerati punto di riferimento per tutti.

Grazie per tutto quello che fate e per come lo fate. S. Sebastiano vi protegga e vi sostenga sempre, soprattutto nei momenti di difficoltà.

Don Pino, Arcivescovo- Vescovo

 

San Sebastiano – in circostanze delicate e difficili – ha saputo rendersi prossimo e, in tale vicinanza ed impegno civico, ha espresso il suo essere libero nella coscienza e, insieme, fedele alle leggi dello Stato. Viene in mente, qui, anche un’altra grande e bella figura: Tommaso Moro.

La libertà di coscienza è la grandezza di una persona, è la grandezza di un progetto educativo, è la grandezza di un popolo. San Sebastiano, nel suo essere uomo dilacerato tra il dovere e la coscienza, è riuscito a rimanere fedele ad entrambi. Come? Pagando di persona, questo è il punto. Sebastiano non era in vendita e per noi, uomini e donne, è facile essere in vendita (la carriera, la ricchezza, il profitto ecc.); ha pagato una moneta che non è quella battuta dalle banche ma è la moneta della dignità della persona.

Le orazioni liturgiche della Messa di san Sebastiano ci fanno domandare al Signore i doni dello “spirito di fortezza” e della “costanza”. Chiediamoli per tutti, di nuovo con gratitudine per quanto fate.

San Sebastiano protegga ognuno di Voi, le vostre famiglie e le persone che vi sono care. Vegli sulle nostre città e su chi le abita.

 

PREGHIERA PER LA SECONDA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

18 Gennaio 2026

Con te, Giovanni, tendo la mano

indicando Gesù, il Salvatore

Io, come te uomo

mi affido a Dio

accolgo la sua chiamata

e divento la sua voce.

 

Con te, Giovanni, guardo lontano

pellegrino sulle vie dell’infinito,

cerco ansioso la Verità

che sento vicina:

mi abita nello Spirito

svelandomi il Padre.

Con te, Giovanni, cammino

ascoltando la voce che chiama

per scrivere insieme

lo spartito della vita

nel cuore dell’uomo

che risuona come vivida fonte.

 

Con te Giovanni, inviato

con una missione

profeta

per aprire strade nuove

sentinella

a guardia dell’oggi di Dio.

 

Con te, Giovanni, mi lascio portare

dall’unico Spirito

che guida la Chiesa

fondendo la mia voce

in un intreccio di suoni:

melodia senza eguali.

 

Con te, Giovanni, in Gesù

quale vite feconda

m’innesto, gemma apicale

per trarne linfa vitale

e generare acini deliziosi

che altri accoglieranno.

✠ Don Pino

 

 

 

 

Festa dei popoli

Domenica 11 gennaio 2026, festa liturgica del Battesimo del Signore, presso la chiesa parrocchiale di Santo Stefano, a Cesena, alle ore 15.30, si terrà la celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo mons. Antonio Giuseppe Caiazzo cui parteciperanno le comunità cristiane etniche presenti nel territorio della nostra Diocesi.

L’organizzazione della giornata è curata dall’Ufficio diocesano per la pastorale dei migranti, in collaborazione con l’Ufficio diocesano per la cooperazione missionaria e la Caritas di Cesena-Sarsina.

PREGHIERA PER LA SOLENNITA’ DELL’EPIFANIA

 

 

Raccontatemi, Magi, del Dio Bambino!

Voi, cercatori dell’unico Desiderio,

in cammino tra i deserti del mondo

con lo sguardo al cielo

sentite il palpito del cuore

nell’ammirar le stelle.

 

Raccontatemi, Magi, del vostro viaggio!

Voi, in cammino

tra le strade della storia

danzate la forza dell’amore

più forte della stella smarrita

del potere minaccioso dell’uomo.

 

Raccontatemi, Magi, dei vostri turbamenti!

Voi, improvvisamente smarriti

nel buio della notte

tra le luci folgoranti della città

nelle parole ambigue di Erode

foriere di morte.

 

Raccontatemi, Magi, della strada ritrovata!

Voi, riscoperta la stella

lontano dal potere senz’anima

prostrati davanti al Bambino

adorate la luce eterna

con doni di vostra vita.

 

Raccontatemi, Magi, pieni di gioia!

Voi, affascinati dalla luce divina

aiutateci a sentire nell’intimo

oltre i limiti e le cadute

gli smarrimenti e gli sconforti

la tenerezza di Dio con noi.

✠ Don Pino