PENSIERO PER LA FESTA DI S. SEBASTIANO
CON LA POLIZIA LOCALE
Cattedrale di Cesena 20 gennaio 2025
Carissimi,
saluto i Sindaci, le autorità civili e militari presenti, il Comandante e tutti gli uomini e le donne della Polizia locale di Forlì-Cesena insieme ai rappresentanti delle altre Polizie locali
Per la prima volta presiedo l’Eucaristia nella festa di san Sebastiano, martire, patrono e protettore della Polizia Municipale, insieme a voi.
Come ben sapete fu Papa Pio XII Il 3 maggio 1957 a proclamare il santo martire Sebastiano patrono della Polizia Municipale. Questa la motivazione che viene riportata: “tra gli Illustri martiri di Cristo, i militari occupano un posto di primissimo piano presso i fedeli, per la loro peculiare religiosità e per l’ardente impegno a compimento del dovere. Tra questi brilla San Sebastiano che, come è riferito dalla tradizione, durante l’impero di Diocleziano fu comandante della coorte pretoriana e fu onorato con grandissima devozione… a lui come patrono si consacrano molte associazioni sia militari che civili attratte dal suo esempio e dalle virtù cristiane… per cui costituiamo e dichiariamo per sempre San Sebastiano Martire custode di tutti i preposti all’ordine pubblico che in Italia sono chiamati “Vigili Urbani” e Celeste Patrono”
Di una cosa siamo certi, leggendo la sua storia e in particolare quanto ci viene detto del suo martirio, Sebastiano stimò Gesù Cristo al di sopra di ogni autorità terrena, al di sopra di ogni onore civile o militare, rimanendo legato al suo ruolo civile e la sua fedeltà al credo che professava.
Questa occasione è davvero preziosa perché ci fa incontrare, riflettere, pregare soprattutto per voi e per il servizio che ogni giorno svolgete per il bene di tutti i cittadini del nostro territorio.
Il Vangelo che la liturgia della Parola odierna ci mette davanti, e che abbiamo appena ascoltato, ci presenta Gesù che, nel suo essere veramente uomo, vive come tutti l’esperienza della fame. Insieme ai suoi discepoli raccoglie delle spighe di grano, nonostante fosse giorno di sabato. Secondo la legge ebraica in questo giorno di riposo non bisognava fare nessun tipo di lavoro: anche la raccolta di spighe rappresentava un lavoro. Questo crea scandalo, soprattutto tra i farisei. Ma Gesù mette una necessità umana al di sopra della semplice prescrizione canonica imposta dalla fede religiosa.
Questo ci insegna come i gesti misericordiosi di Gesù manifestano la sua attenzione alla nostra condizione umana, soprattutto nei momenti di difficoltà e di bisogno. Nonostante faccia riferimento al gesto del Re Davide, di fronte alla necessità del suo esercito di sfamarsi, quando prende i pani del Tempio e li dona a tutti, i farisei non riescono a cogliere che la misericordia che vuole Dio supera il sacrificio.
Il vostro lavoro quotidiano, carissimi fratelli e sorelle della Polizia locale, è a servizio delle nostre città e dei nostri paesi, luoghi abitati dalla nostra gente e da noi stessi: anziani, bambini, visitatori, frequentatori di luoghi di ritrovo o di svago, turisti, che spesso si trovano in qualche necessità o bisogno, oppure si trovano in situazioni che disorientano o smarriti di fronte a circostanze particolari della vita. Di certo sono persone che cercano aiuto, hanno fame di verità, di conoscenza, di indicazioni, desiderano un aiuto pronto. E voi siete sempre un sicuro riferimento.
Accanto alla vostra preparazione, professionalità e competenza, siete chiamati ad avere una costante attenzione con quello stile capace di mostrare la vostra umanità, cordialità e disponibilità. Non sempre è facile. A volte anche noi cittadini abbiamo pretese su cose che non vi competono: il vostro compito non è facile. In questo vi viene in soccorso S. Sebastiano, colui che ha dato la vita, sull’esempio di Gesù, senza mai risparmiarsi o indietreggiare pur di servire la vita e il territorio.
Sebastiano rimane fedele all’Imperatore del tempo, alle leggi di Roma. E’ uomo che fa parte delle istituzioni, diremmo oggi: uomo dello Stato, che rispetta e serve, ma nello stesso tempo è cristiano. Ha un credo che professa più che con le parole con le scelte di vita, rispondendo pienamente al comando di Gesù: “Rendete dunque quello che è di Cesare a Cesare e quello che è di Dio a Dio” (Lc 20,25).
Questo significa che è possibile essere servitori fedeli delle leggi dello Stato (della città) e nello stesso tempo rimanere uomini e donne di fede: rendere a Dio quello che è di Dio. Era il tempo in cui l’Imperatore doveva essere adorato come un Dio (una legge ingiusta), e Sebastiano, nella libertà di coscienza, non lo fa. Osserva le leggi, è servitore dell’Impero, ma, come uomo libero è capace di distinguere ciò che è bene da ciò che è male. Non ha mai rinunciato alla sua fede e ha vissuto pienamente la carità con particolare attenzione ai poveri, ai bisognosi, di coloro che ingiustamente venivano perseguitati o messi in carcere perché cristiani.
Cosa dice oggi alla nostra vita, alla vostra? Che siete chiamati a servire la città intesa come urbs, cioè tutti gli spazi materiali di cui è formata, senza perdere di vista la crescita della città vista come civitas, luogo e contesti vari nei quali vivono e operano gli abitanti, i cittadini.
Carissimi, fratelli e sorelle che portate la divisa del Corpo di Polizia Urbana conoscete molto bene tutto questo e lo vivete, soprattutto perché considerati punto di riferimento per tutti.
Grazie per tutto quello che fate e per come lo fate. S. Sebastiano vi protegga e vi sostenga sempre, soprattutto nei momenti di difficoltà.
✠ Don Pino, Arcivescovo- Vescovo
San Sebastiano – in circostanze delicate e difficili – ha saputo rendersi prossimo e, in tale vicinanza ed impegno civico, ha espresso il suo essere libero nella coscienza e, insieme, fedele alle leggi dello Stato. Viene in mente, qui, anche un’altra grande e bella figura: Tommaso Moro.
La libertà di coscienza è la grandezza di una persona, è la grandezza di un progetto educativo, è la grandezza di un popolo. San Sebastiano, nel suo essere uomo dilacerato tra il dovere e la coscienza, è riuscito a rimanere fedele ad entrambi. Come? Pagando di persona, questo è il punto. Sebastiano non era in vendita e per noi, uomini e donne, è facile essere in vendita (la carriera, la ricchezza, il profitto ecc.); ha pagato una moneta che non è quella battuta dalle banche ma è la moneta della dignità della persona.
Le orazioni liturgiche della Messa di san Sebastiano ci fanno domandare al Signore i doni dello “spirito di fortezza” e della “costanza”. Chiediamoli per tutti, di nuovo con gratitudine per quanto fate.
San Sebastiano protegga ognuno di Voi, le vostre famiglie e le persone che vi sono care. Vegli sulle nostre città e su chi le abita.